Liquidità Distribuita è un libro adatto a qualsiasi pubblico, o è solo per tecnici ed economisti?

Posted by | marzo 26, 2017 | Domande e Risposte | No Comments

Il presente articolo è parte delle risposte di Alessandro Nosei, autore del libro Liquidità Distribuita, alla recensione del prof. Roberto Tamborini, del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Trento:

Roberto Tamborini:
Il libro presenta due livelli di lettura, e due possibili audience. Il primo livello è quello
di una trattazione dei problemi e limiti dell’attuale assetto della politica monetaria
nell’Unione Monetaria Europea (UME), che introduce ad una proposta alternativa, la
“liquidità distribuita” (LD). Il secondo è la trattazione tecnica del modello della LD. Il
primo livello è utile ed efficace per un pubblico informato e attento, ma non esperto. Il
secondo, invece, richiede competenze specifiche in materia di politica monetaria,
politica fiscale e norme che regolano la UME. Segnalo quindi che il primo tipo di
lettore può trovarsi in difficoltà addentrandosi nella parte tecnica, mentre il secondo
tipo di lettore può rimanere insoddisfatto quanto a profondità e dettaglio su entrambi i
livelli. A mio parere sarebbe quindi consigliabile una scelta più mirata e precisa del
target del libro e del conseguente livello espositivo più efficace.

Non avendo ben chiaro quale sia il target dell’autore, e dell’editore, il mio commento ne
prende a riferimento uno intermedio. Quindi, detto che condivido, per grandi linee, le
premesse dell’autore sui limiti della politica monetaria attuale, sia quella
convenzionale (controllo dei tassi d’interesse) che il c.d. Quantitative Easing (QE), farò
riferimento ai punti qualificanti della proposta di LD, ma non entrerò in diversi
dettagli tecnici sui quali avrei perplessità, ma che sono meno rilevanti (e forse
potrebbero essere omessi) nella prospettiva del lettore “intermedio”. Per esempio,
possono essere omessi i formalismi matematici nell’esposizione del modello operativo
della LD.

Alessandro Nosei:
Gentile professore, la prima edizione della LD è sicuramente una pubblicazione ibrida.
La prima parte è infatti introduttiva, ed è sufficiente una preparazione di base dei temi economici per poterla seguire e comprendere. La seconda parte, dove viene trattata la LD in maniera analitica, è invece forse complessa per questo tipo di utente, e allo stesso modo estremamente insufficiente per una tradizionale trattazione accademica del tema.

Il motivo di fondo di questa imperfezione è semplice.
Come ricercatore indipendente, non possiedo la forza (tempo, strumenti, risorse) per una trattazione completa ed esaustiva del tema in forma accademica.
Allo stesso tempo, certo dell’efficacia di uno strumento innovativo come la LD, era necessario da una parte introdurre il tema e renderlo appetibile per un pubblico colto ma non specializzato; dall’altro, sia per dare concretezza alla proposta che per proteggere la proprietà intellettuale, era necessario definire la LD in un quadro matematico oggettivo.

La risultante è un lavoro “ibrido”, sicuramente non fatto a scopi commerciali, che come ha ben individuato avrebbe bisogno di uno sviluppo importante per essere esaustivo.

Lo scopo della mia pubblicazione è quindi essenzialmente divulgativo, per questa ragione ho cercato di unire una trattazione semplice e semplificata nelle premesse ad una leggermente più tecnica nella formulazione matematica dei meccanismi di quantificazione e distribuzione dello stimolo monetario.