È possibile l’Espansione Monetaria senza Iperinflazione? Sì, attraverso la Liquidità Distribuita

Posted by | 17 Luglio, 2016 | Teorie Econonimche | No Comments

La Liquidità Distribuita, risolve uno dei problemi aperti e attualmente senza soluzione della teoria economica del ‘900: la possibilità di eseguire operazioni di espansione monetaria, finalizzata al rilancio dell’economia reale, a mezzo di emissione di moneta, rimanendo all’interno di un modello che esclude la possibilità di generare iperinflazione.

stampa-moneta-100-euroI keynesiani, infatti, i quali da sempre sostengono che l’economia va sostenuta tramite investimenti pubblici (finanziati con l’espansione monetaria), non hanno ad oggi proposto concretamente modelli che possano garantire l’immunità dell’inflazione a seguito dell’emissione di moneta. Ed è per questa mancanza che i monetaristi rimangono arroccati in posizioni di austerity, anche quando le condizioni di mercato sono fortemente recessive.
La LD, tramite un approccio completamente innovativo alle modalità di immissione della liquidità nel mercato, risolve questo problema, aprendo quindi un nuovo capitolo della storia economica del XXI secolo.

Tutte le politiche di stimolo dell’economia reale a mezzo investimenti finanziati con l’emissione di moneta, al di là delle varie modalità, partono da un presupposto: è lo Stato che, motu proprio, stampa moneta e finanzia grandi opere pubbliche e infrastrutture. L’approccio è quindi centralizzato, le opere sono imponenti, quindi hanno bisogno di procedure di attribuzione e gestione lente, burocratiche, e soggette a “pressioni” politiche.

Con la modalità di immissione di moneta prevista nel modello della Liquidità Distribuita, andiamo in una direzione diametralmente opposta, tramite tre principi anti-inflazione: 1) più moneta serve quando ci sono più scambi economici, quindi quando cresce l’economia; 2) i paesi in recessione presentano deflazione o inflazione negativa; 3) il principio per cui si stampa moneta deve ineludibilmente tendere a zero.

  1. La moneta viene iniettata direttamente sui soggetti che producono economia reale, ovvero Cittadini che acquistano e Imprese che producono utile. Conseguentemente il 100% della moneta creata va a generare immediatamente economia reale. Poiché il beneficiario finale è il cittadino e l’impresa, non solo si crea economia, ma si aumenta il benessere diffuso della popolazione. Di fatto, in questo modo, l’espansione monetaria segue l’espansione economica, rendendo neutrali le spinte inflattive generali del sistema.
  2. La liquidità viene proporzionalmente iniettata in maniera selettiva sulle nazioni che hanno maggiori difficoltà. Un paese in difficoltà economica, e quindi in fase recessiva, vedrà una contrazione dei consumi e degli investimenti, e a minore domanda i prezzi diminuiscono, generando deflazione (espressa o latente). Di conseguenza, maggiore è la recessione, maggiore sarà la deflazione, maggiore sarà lo stimolo monetario dedicato al paese, maggiore sarà quindi la controspinta inflazionistica generata. Questo meccanismo, quindi, tende a portare le spinte inflattive nazionali su un livello di neutralità.
  3. Con il tempo, l’iniezione di liquidità tende automaticamente a zero e quindi all’equilibrio. Essendo lo stimolo monetario iniettato in maniera selettiva sui paesi, proporzionalmente alla gravità del loro stato economico, il miglioramento prodotto sull’economia reale porterà ad un miglioramento dei fondamentali macroeconomici nel periodo successivo. Conseguentemente lo stimolo monetario nel periodo successivo sarà minore, e così via fino a quando il paese non sarà livellato agli altri paesi, con stimolo uguale a zero.

Con la LD, in definitiva, si risolve il problema di attuare politiche monetarie espansive senza riflessi negativi su piano dell’inflazione. Al contrario, la LD porta una controspinta inflazionistica in quei mercati dove la recessione spinge alla deflazione. Il risultato è un aggregato omogeneo dell’inflazione, che quindi può essere efficientemente governato da politiche centrali per ottimizzare gli equilibri valutari internazionali.